Il 10 gennaio, nell’apparente disinteresse generale, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (G.U.), a firma della ministra Carrozza, il decreto che definisce le linee generali di indirizzo per la programmazione delle Università relativamente al triennio 2013-2015 (decreto n. 827 del 15/10/2013). Scopo del decreto è incentivare, attraverso la messa a disposizione di risorse finanziarie, la “…programmazione autonoma delle università, anche in raccordo con gli Enti Pubblici di Ricerca (EPR) nei diversi territori…”. Una cosa buona, dunque? Vediamo un po’.
Una prima notizia favorevole è che le quote assegnate – vedremo poi su quali basi – potranno essere “consolidate” (cioè rese permanenti all’interno della quota di finanziamento ministeriale del singolo Ateneo, il famigerato FFO) alla fine del triennio. Ma come si ottengono gli incentivi? Presentando progetti tesi a raggiungere alcuni obiettivi. Quali?
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